In merito alla riapertura delle scuole, oltre al tema della disponibilità di adeguati spazi scolastici si pone in questi giorni l’altrettanto pesante problema del trasporto scolastico.
Rispetto alla questione ci sembra ci siano responsabilità evidenti dell’attuale Giunta regionale, sia rispetto alle scelte compiute nel recente passato in materia di mobilità sia rispetto alle decisioni che sta assumendo (o non assumendo) in questi giorni.
In questi anni il governo Zaia della Regione ha privilegiato in tutti i modi la mobilità privata, l’utilizzo dell’autoveicolo per il trasporto sia delle persone che delle merci.
Basti pensare al colossale investimento per la Pedemontana Veneta per la quale la Regione si prepara a pagare (per decine di anni) qualcosa come 150 milioni di euro all’anno di rimborsi al concessionario privato in mancanza del raggiungimento del numero minimo di transiti previsto dal project-financing.
La situazione in cui si trova oggi il trasporto pubblico (su rotaia e su gomma) e, quindi, anche il trasporto scolastico è figlia anche di questa situazione, della priorità data dal governo regionale alla mobilità privata su gomma.
Oggi, infatti, ci troviamo in una situazione in cui il trasporto scolastico pubblico dovrebbe essere raddoppiato ma, in realtà, non ci sono né mezzi né risorse per raggiungere questo obiettivo e la regione si rifiuta di pensare al raddoppio delle corse preferendo ragionare sulla maggiore o minore necessità dei distanziamenti negli autobus per tentare di far quadrare dei conti che non possono quadrare.
In questa situazione caotica è ovvio che i genitori preferiranno portare autonomamente i figli a scuola, aggravando ulteriormente quei problemi di traffico e di inquinamento atmosferico che ben conosciamo quando riprende l’attività scolastica.
La Giunta regionale, invece di affrontare il problema, tenta di scaricare  le responsabilità sul governo, ma è proprio la Regione ad avere la responsabilità di garantire trasporti pubblici in sicurezza: l’autonomia, evidentemente, serve per fare propaganda non per occuparsi concretamente delle questioni che interessano gli studenti e le famiglie.
A proposito di governo, non va neppure dimenticato che proprio “da Roma” sono arrivati 40 milioni di euro alla Regione Veneto proprio per sostenere il trasporto pubblico. fondi che avrebbero potuto essere utilizzati per ripianare le perdite delle aziende del settore o per rimborsare le famiglie per gli abbonamenti non utilizzati nei mesi di chiusura dell’attività scolastica.
Non ci risulta che la Regione abbia preso decisioni in questo senso.