Anche noi aderiamo alla mobilitazione lanciata dal Movimento per la difesa della Sanità Pubblica Veneziana di domani mattina per salvare il Veneto dal fallimento delle politiche di contenimento della pandemia.

Condividiamo le ragioni di coloro che si battono per la sanità pubblica in Veneto, per la sua gratuità, per la sua universalità, perché non venga svenduta ai privati.

Le quotidiane chiacchiere e i rutilanti cartelli di Zaia ormai farebbero sorridere se non riguardassero una situazione drammatica come quella dell’epidemia da Covid. Non ci sono argomenti che tengano: dalla fine di settembre la situazione nella nostra regione è fuori controllo, i ricoveri in aumento vertiginoso, i decessi che tra ottobre e dicembre sono stati il doppio rispetto ai primi sei mesi della pandemia.

Siamo anche consapevoli, però, che questa situazione non è dovuta solo agli errori di oggi (a cominciare dal vergognoso “accantonamento” del prof. Crisanti) ma alle tante scelte del passato che hanno portato all’indebolimento della rete degli ospedali senza che vi fosse un rafforzamento di quella delle strutture sanitarie sul territorio, alla chiusura di reparti, all’assenza di adeguate strutture dedicate alla prevenzione, alla situazione nelle RSA che sono i luoghi in cui il Covid sta colpendo più duramente, tra gli ospiti e gli operatori.

Su questo abbiamo lavorato nella stesura del nostro programma elettorale e su questo continuiamo e continueremo a lavorare perché non vogliamo che con la fine dell’epidemia cali l’attenzione sulla sanità pubblica nella nostra regione, perché il Servizio Sanitario Nazionale è la garanzia più importante per la salute di tutte e di tutti.

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