La vicenda del mancato caricamento da parte dell’Ulss della Regione Veneto dei dati dei positivi per rendere possibile l’utilizzo dell’app Immuni non può essere derubricata a una questione “a cui stiamo ponendo rimedio”.
Non è accettabile che per mesi i cittadini veneti siano stati invitati, come tutti gli Italiani, a scaricare una app la cui utilità è stata finora resa nulla nel territorio della nostra regione a causa del mancato inserimento dei dati relativi alle persone risultate positive al Covid.
Non è possibile per rispetto dell’oltre mezzo milione di Veneti che hanno scaricato l’app e per evitare che proprio contro questo strumento si scatenino nuovamente le campagne di chi ne mette in dubbio l’utilità.
Chi governa la Regione non può cavarsela, ancora una volta con i “non sapevo”, “non era era nostro compito”: i responsabili di questo vero e proprio disastro vanno individuati e rimossi dall’incarico che ricoprono.
Visto che c’è il Presidente Zaia ne approfitti per rinunciare definitivamente alla app anti Covid “veneta” di cui era stato assicurato lo scorso 20 agosto che “è pronta”, parole di Zaia stesso.
Poco male se a quasi due mesi di distanza da quell’annuncio non si è più sentito parlare della app “Zero Covid Veneto”. Si tratterebbe solo di una inutiel “brutta copia” dell’app Immuni, brutta copia destinata solo a far fare confusione ai cittadini.
La Regione rinunci a questa “app venetissima” e concentri tutte le proprie risorse finanziarie, informatiche e di personale sul garantire nel nostro territorio il pieno funzionamento dell’app Immuni.

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