In questi ultimi giorni un coro di voci si è alzato dalla stampa locale per esprimersi sul civismo. Sarà perché siamo in campagna elettorale, sarà perché per la prima volta un movimento civico esprime 5 candidate e candidati in Polesine, sarà perché queste candidature sono giovani, di età e di politica, ma entrano nel merito dei temi e del programma che hanno contribuito a costruire. 

Fatto sta che ne abbiamo sentite di tutti i colori, spazio alla fantasia allora: dal giornalista che scrive un intero articolo sul civismo solo  per dire che il civismo non esiste (ma se non esiste di che scrive?), a quello che invece tira in ballo Tomasi di Lampedusa col suo Gattopardo, per affermare che il civismo non ha nulla di nuovo rispetto alla vecchia politica. 

Non manca poi il politico che si propone come riferimento per i civici: forse distratto dai troppi impegni non si è accorto che il civismo ha i suoi candidati? Mah, chissà. 

Di sicuro il civismo in Polesine fa parlare molti, al punto che se ne occupano persino coloro che ne negano l’esistenza. Non lo ammettono pubblicamente, ma ne hanno una paura folle.

Quelli abituati ai giochini, che raccattano voti a destra e a sinistra: l’importante è andare avanti. Quelli che l’unica cosa che gli interessa sono quante poltrone avranno e in quale ente. Quelli che con la gente parlano solo in campagna elettorale, ma se ci sono fotografi e giornalisti!

Intanto le nostre candidate e i nostri candidati – Enrica Muraro, Enrico Bonato, Arianna Pozzato, Aldo D’Achille e Sara Quaglia – stanno facendo incontri, interviste, dibattiti, stanno parlando alle persone dei propri programmi e di come pensano il futuro del nostro territorio. 

Una sola coalizione per Arturo Lorenzoni, dove ogni forza politica ha il proprio “stile”. Il nostro è questo, ben riconoscibile: la disponibilità al confronto è il punto di partenza.

E a proposito di confronto, ci dispiace che già a due incontri (focus di Radio Bluetu) la destra abbia rinunciato ad essere presente. Un vero peccato, perché la politica, di partito o di civismo che sia, si fa col dibattito, con il confronto diretto. Ed è a questo che li invitiamo, lanciando come temi il socio sanitario, l’ambiente e il territorio, lo sviluppo sostenibile, i trasporti, il lavoro per i giovani e le donne in Polesine.

Noi ci siamo … come diceva il grande Ivano Fossati  “per chi l’ha visto e per chi non c’era; e per chi quel giorno lì, inseguiva la sua chimera”.

Il Coordinamento provinciale de Il Veneto che Vogliamo

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